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NOTIZIE DA ALEPPO

…notizie
da Aleppo- Siria
Parrocchia di san Francesco

La lenta agonia di Aleppo
dove i "commercianti della guerra"
stanno "distruggendo l’uomo"

20 agosto 2016


"Una lenta agonia. La situazione è disastrosa".
Le parole di padre Ibrahim Alsabagh, francescano e parroco della cattedrale latina di san Francesco, ad Aleppo, città martire siriana, sembrano contemplare sia lo sguardo frastornato del piccolo Omran Daqneesh, il bambino di cinque anni colpito insieme ad altri piccoli nel quartiere Qaterji, da un bombardamento aereo, le cui foto hanno fatto il giro del mondo, sia la disperazione di una popolazione oramai allo stremo delle forze. Tutto l’orrore di una guerra in una foto. Nella mente del religioso francescano sono tanti i piccoli e i grandi Omran che ancora vivono ad Aleppo dove c’è da fare i conti con una violenza mai vista.
"
Sono 5 anni, ormai, che siamo sottoposti a continue ondate di violenza dopo ogni ondata il popolo riprendeva fiato e speranza in un futuro migliore di pace, di convivenza. Per poi ricadere nello sconforto. Ma nell’ultimo periodo, a causa degli scontri tra esercito regolare e milizie armate, stiamo subendo un’ondata di morte, la peggiore mai vista. Ci sono stati anche momenti in cui abbiamo creduto che si potesse intravedere una soluzione, invece siamo di fronte al culmine della crisi che ci sta portando ad una lenta agonia.
In città la gente è martoriata. Le famiglie soffrono nell’animo, per la paura dei bombardamenti, delle malattie, dei traumi psicologici, del male prodotto ai loro bambini. Soffrono nel corpo perché hanno grandi difficoltà economiche.
Manca tutto: acqua, luce, medicine, viveri. Manca il lavoro per guadagnare quel poco di pane necessario a sopravvivere. È una sofferenza continua quella che vivono le famiglie di Aleppo.
Catastrofe umanitaria. Chi vede Aleppo non può non restare impressionato. Aleppo oggi è come le città distrutte della Seconda Guerra Mondiale, o di epoche più recenti, come Sarajevo. Non credo che si sia mai vista una simile quantità e qualità di violenza come quella che sta distruggendo la Siria, e Aleppo in particolare. E non è ancora finita".
La guerra continua come se niente fosse e semina sempre più morte, distruzione, profughi e rifugiati.


Più che gli edifici e le strutture qui si sta distruggendo l’uomo".



Oggi non basta più solo un pezzo di pane, ma una soluzione a questa tortura, a questa sofferenza continua che non accenna a finire. La colpa è dei cosiddetti "commercianti delle guerre, che traggono profitto dalla situazione, che hanno in mano il gioco. Lo vediamo in piccolo anche ad Aleppo, dove ci sono persone o gruppi – che qui chiamiamo i ‘commercianti della guerra’ o gli ‘arricchiti della guerra’ – che giocano sulla testa dei poveri.

La speranza è che la comunità internazionale sappia dialogare pensando al bene del popolo, di ogni uomo e di tutto l’uomo. Vogliamo che i Paesi che scrivono la storia della nostra umanità usino misericordia verso l’uomo devastato e sofferente oggi in Siria, in modo speciale ad Aleppo.
Abbiamo bisogno di grande sostegno siamo un popolo martoriato, siamo una Chiesa che soffre. Non esiste città al mondo oggi che soffre come Aleppo.
Il mondo ascolti la voce di Aleppo e della Siria: che sia pace… e pace duratura.









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