ADORAZIONE EUCARISTICA - Parrocchia Madonna della Strada

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ADORAZIONE EUCARISTICA

 
 

Adorazione Eucaristica

14 dicembre 2018
…ogni uomo vedrà la salvezza.


Canto:
da Is 12
Ecco, Dio è la mia salvezza;
io avrò fiducia, non avrò timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza.
Attingerete acqua con gioia
alle sorgenti della salvezza.
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere,
fate ricordare che il suo nome è sublime.
Cantate inni al Signore,
perché ha fatto cose eccelse,
le conosca tutta la terra.
Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,
perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele.

Dal vangelo di Luca

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe». Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile». Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.
Mai nella Bibbia Dio aveva gridato. Aveva parlato, sussurrato, tuonato, aveva la voce dei sogni; solo qui, solo per amore Dio grida. Non per minacciare, per amare di più. Il Battista quasi in contrappunto, risponde alla domanda più feriale, che sa di mani e di fatica: "e noi che cosa dobbiamo fare?". E il profeta che non possiede nemmeno una veste degna di questo nome, risponde: "chi ha due vestiti ne dia uno a chi non ce l'ha". Colui che si nutre del nulla che offre il deserto, cavallette e miele selvatico, risponde: "chi ha da mangiare ne dia a chi non ne ha". Nell'ingranaggio del mondo Giovanni getta un verbo forte, "dare". Il primo verbo di un futuro nuovo.

In tutto il Vangelo il verbo amare si traduce con il verbo dare (non c'è amore più grande che dare la vita per quanti si amano; Dio ha tanto amato il mondo da dare suo Figlio, chiunque avrà dato anche solo un bicchiere d'acqua fresca…). È legge della vita: per stare bene l'uomo deve dare.
Vengono pubblicani e soldati, pilastri del potere: "e noi che cosa faremo?" "Non prendete, non estorcete, non accumulate". Tre parole per un programma unico: tessere il mondo della fraternità, costruire una terra da cui salga giustizia.

Giovanni ti ha presentato come un fuoco
che distrugge l’oggi del mio peccato,
purificando il mio cuore
dalla più piccola scoria
che sa di fragilità e di malizia
così da piantarmi dentro il tuo Santo Spirito.
Ripenso, Signore, al mio Battesimo
come innesto meraviglioso
della tua vita in me,
tanto da elevarmi alla tua statura divina.
Fa’, o Signore, che mai dimentichi
questa tua presenza in me
così da restare sempre
seme fragrante del tuo granaio
e non diventare mai paglia
per essere da te bruciata.
Altrimenti come potrò essere tuo profumo
sulle strade inquinate della mia città?

Canto

La riflessione di Papa Francesco
Se ci guardiamo dentro, vediamo che tutte le novità, anche quelle a gettito continuo di oggi, non bastano a saziare le nostre attese. Rimaniamo sempre affamati, a questo ritmo, di novità… Quando lasciamo entrare Dio, arriva la novità vera. Egli rinnova, spiazza, sorprende sempre: è il Dio delle sorprese. È bello attendere la novità di Dio nella vita: non vivere di attese, che poi magari non si realizzano, ma vivere in attesa, cioè desiderare il Signore che sempre porta novità. Sempre! Lui non si ripete mai.

Non si attende Dio con le mani in mano, ma attivi nell’amore. «La vera tristezza è quando non attendi più nulla dalla vita» Noi cristiani siamo chiamati a custodire e diffondere la gioia dell’attesa: attendiamo Dio che ci ama infinitamente e al tempo stesso siamo attesi da Lui. Vista così, la vita diventa un grande fidanzamento. Non siamo lasciati a noi stessi, non siamo soli. Siamo visitati, già ora. Dio ci visita e attende di stare con noi per sempre. Oggi, domani, domani, sempre. Se tu lo cacci via, il Signore rimane alla porta, aspettando, in attesa che tu lo lasci entrare un’altra volta. Non scacciamo mai il Signore dalla nostra vita! Lui è sempre in attesa di stare con noi.

Qui sulla terra è l’uomo che attende il ritorno del Signore. Lassù nel cielo è il Signore che attende il ritorno dell’uomo. Anche Dio attende che noi andiamo là. Udienza 1 dicembre 2018

Canto:   
Il Signore ti ristora. Dio non allontana.
Il Signore viene ad incontrarti.
Viene ad incontrarti.


Dio ci sorprende; è proprio nella povertà, nella debolezza, nell’umiltà che si manifesta e ci dona il suo amore che ci salva, ci guarisce, ci dà forza. Chiede solo che seguiamo la sua parola e ci fidiamo di Lui. Questa è l’esperienza della Vergine Maria: davanti all’annuncio dell’Angelo, non nasconde la sua meraviglia. E’ lo stupore di vedere che Dio, per farsi uomo, ha scelto proprio lei, una semplice ragazza di Nazaret, che non vive nei palazzi del potere e della ricchezza, che non ha compiuto imprese straordinarie, ma che è aperta a Dio, sa fidarsi di Lui, anche se non comprende tutto.

Mi lascio sorprendere da Dio,
come ha fatto Maria,
o mi chiudo nelle mie sicurezze:
sicurezze materiali,
sicurezze intellettuali,
sicurezze ideologiche,
sicurezze dei miei progetti?
Lascio veramente entrare Dio nella mia vita? Come gli rispondo?

Maria ha detto il suo "sì" a Dio, un "sì" che ha sconvolto la sua umile esistenza di Nazaret, ma non è stato l’unico, anzi è stato solo il primo di tanti "sì" pronunciati nel suo cuore nei suoi momenti gioiosi, come pure in quelli di dolore, tanti "sì" culminati in quello sotto la Croce. Oggi, ci sono tante mamme; pensate fino a che punto è arrivata la fedeltà di Maria a Dio: vedere il suo unico Figlio sulla Croce. La donna fedele, in piedi, distrutta dentro, ma fedele e forte.

I catechisti pregano:
Aiutaci Maria  a lasciarci sorprendere da Dio
senza resistenze,
ad essergli fedeli ogni giorno,
a lodarlo e ringraziarlo
perché è Lui la nostra forza.
Aiutaci a far dono ai bambini, ai ragazzi  
e alle loro famiglie di questo annuncio:
chi si affida a Te non resta deluso,
chi in Te confida non rimane solo.

Se tu non vieni,
i nostri occhi più non vedono la tua luce,
le nostre orecchie più non odono la tua voce,
le nostre bocche più non cantano la tua gloria.
Vieni ancora Signore.
Se tu non vieni,
i nostri volti non sorridono per la gioia,
i nostri cuori non conoscono tenerezza,
le nostre vite non annunciano la speranza.
Vieni ancora Signore.
Se tu non vieni,
le nostre spalle sono curve sotto il peso,
le nostre braccia sono stanche di fatica,
i nostri piedi già vacillano sulla via.
Vieni ancora Signore.

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