ADORAZIONE EUCARISTICA - Parrocchia Madonna della Strada

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ADORAZIONE EUCARISTICA

 
 

Adorazione Eucaristica

11 gennaio 2019
Tu sei il Figlio mio..


Canto:
dal salmo 103
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Sei rivestito di maestà e di splendore,
avvolto di luce come di un manto,
tu che distendi i cieli come una tenda.
Costruisci sulle acque le tue alte dimore,
fai delle nubi il tuo carro,
cammini sulle ali del vento,
fai dei venti i tuoi messaggeri
e dei fulmini i tuoi ministri.
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.
Ecco il mare spazioso e vasto:
là rettili e pesci senza numero,
animali piccoli e grandi.
Tutti da te aspettano
che tu dia loro cibo a tempo opportuno.
Tu lo provvedi, essi lo raccolgono;
apri la tua mano, si saziano di beni.
Nascondi il tuo volto: li assale il terrore;
togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.

Dal vangelo di Luca
In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Bella definizione del cristiano: Tu sei "uno immerso" nel vento e nel fuoco, ricco di vento e di fuoco, di libertà e calore, di energia e luce, ricco di Dio. Il fuoco è energia che trasforma le cose, è la risurrezione del legno secco del nostro cuore e la sua trasfigurazione in luce e calore.
Il vento: alito di Dio soffiato sull'argilla di Adamo, vento leggero in cui passa Dio sull'Oreb, vento possente di Pentecoste che scuote la casa.

Battesimo significa immersione. Uno dei più antichi simboli cristiani, quello del pesce, ricorda anche questa esperienza: come il piccolo pesce nell'acqua, così il piccolo credente è immerso in Dio, come nel suo ambiente vitale, che lo avvolge, lo sostiene, lo nutre.

«Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento». Figlio è la prima parola: Dio è forza di generazione, che come ogni seme genera secondo la propria specie. Siamo tutti figli nel Figlio, frammenti di Dio nel mondo, specie della sua specie, abbiamo Dio nel sangue.
Amato. Prima che tu agisca, prima di ogni merito, che tu lo sappia o no, ad ogni risveglio, il tuo nome per Dio è "amato".

Tu ci hai amati per primo, o Dio,
e noi parliamo di te come se
ci avessi amato per primo una volta sola.
Invece continuamente, di giorno in giorno,
per la vita intera Tu ci ami per primo.

Mio compiacimento: Si realizza quello che Isaia aveva intuito, l'esultanza di Dio per me, per te: «Come gode lo sposo l'amata così di te avrà gioia il tuo Dio» (ls 62,5).

Un giorno, Dio della vita, mi hai pensato
e mi hai amato.
Allora mi hai voluto e mi hai creato.
Guardandomi hai sorriso,
perché hai visto riflessa in me
la bellezza del tuo volto.
Esattamente come hai sorriso
guardando il volto
del tuo Figlio venuto in mezzo a noi,
uomo tra gli uomini, vestito della tua divinità.
Fa’, o Signore,
che ogni giorno sappia essere tuo sorriso,
sempre in possesso della tua grazia,
sempre vestito dell’abito bianco
del mio Battesimo
che mi ha fatto tuo figlio adottivo,
sacramento del tuo amore,
segno della tua dimora in me:
così che colui che mi incontra
sappia riconoscere in me
il riflesso amoroso del tuo ineffabile volto.

Canto
La riflessione di Papa Francesco
La Chiesa ha insegnato numerose volte che non siamo giustificati dalle nostre opere o dai nostri sforzi, ma dalla grazia del Signore che prende l’iniziativa. I Padri della Chiesa, anche prima di sant’Agostino, hanno espresso con chiarezza questa convinzione primaria. La sua amicizia ci supera infinitamente, non può essere comprata da noi con le nostre opere e può solo essere un dono della sua iniziativa d’amore. Questo ci invita a vivere con gioiosa gratitudine per tale dono che mai meriteremo, dal momento che «quando uno è in grazia, la grazia che ha già ricevuto non può essere meritata». I santi evitano di porre la fiducia nelle loro azioni:

«Alla sera di questa vita,
comparirò davanti a te a mani vuote,
perché non ti chiedo, Signore,
di contare le mie opere.
Ogni nostra giustizia
è imperfetta ai tuoi occhi
».

Così come il supremo comandamento dell’amore, questa verità dovrebbe contrassegnare il nostro stile di vita, perché attinge al cuore del Vangelo e ci chiama non solo ad accettarla con la mente, ma a trasformarla in una gioia contagiosa. Non potremo però celebrare con gratitudine il dono gratuito dell’amicizia con il Signore, se non riconosciamo che anche la nostra esistenza terrena e le nostre capacità naturali sono un dono. Abbiamo bisogno di «riconoscere gioiosamente che la nostra realtà è frutto di un dono, e accettare anche la nostra libertà come grazia. Questa è la cosa difficile oggi, in un mondo che crede di possedere qualcosa da sé stesso, frutto della propria originalità e libertà».

Solo a partire dal dono di Dio, liberamente accolto e umilmente ricevuto, possiamo cooperare con i nostri sforzi per lasciarci trasformare sempre di più. La prima cosa è appartenere a Dio. Si tratta di offrirci a Lui che ci anticipa, di offrirgli le nostre capacità, il nostro impegno, la nostra lotta contro il male e la nostra creatività, affinché il suo dono gratuito cresca e si sviluppi in noi. Del resto, la Chiesa ha sempre insegnato che solo la carità rende possibile la crescita nella vita di grazia, perché «se non avessi la carità, non sarei nulla» (1 Cor 13,2).

Prendi, Signore,
e accetta tutta la mia libertà,
la mia memoria, il mio intelletto,
e tutta la mia volontà,
tutto ciò che ho e possiedo;
tu mi hai dato tutte queste cose,
a te, Signore, le restituisco;
sono tutte tue,
disponine secondo la tua volontà.
Dammi il tuo amore e la tua grazia,
queste sole, mi bastano.

canto

Sei qui, sei con noi, sei per noi, Cristo Gesù.
Noi ti adoriamo e ti benediciamo
nel Sacramento del tuo amore:
Tu, pane di vita eterna,
Tu, luce e salvezza del mondo!
E sei con noi
perché Tu ci appartieni, Cristo Gesù!
Sei con noi
con la carne santa e adorabile
che Maria nel suo amore verginale ti ha dato.
La tua carne, o Cristo, è carne umana,
fragile e debole come la mia,
provata, sofferente e mortale
come quella d'ogni uomo.
La tua carne ti fa fratello, compagno
e amico di tutti,
ti fa mio fratello, mio compagno e amico.
Tu sei con noi, Cristo Gesù!
E sei per noi, bisognosi di salvezza e di vita,
di verità e di libertà;
per noi bisognosi di amore e di conforto,
di perdono e di pace;
per noi bisognosi di te, Cristo Gesù.
Tu ci sei necessario!
Tu Via, Verità e Vita.
Senza di te non possiamo vivere, Cristo Gesù!



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